Come scegliere le patate per gnocchi perfetti? Il tipo che evita impasti acquosi

Quanti anni di esperienza con le patate avrò accumulato tra il banco della bottega e la mia cucina di casa? Parecchi, vi dico. E se prima lavoravo soprattutto le carni, negli ultimi anni mi sono dedicato con la stessa passione alla scelta delle patate giuste per gli gnocchi. Perché sì, la scelta della patata è il primo step fondamentale per non ritrovarsi con un impasto acquoso, appiccicaticcio, che non tiene forma nemmeno con tanta farina aggiunta. Mi è capitato di recente di ricevere una mail da un lettore che si disperava per i suoi gnocchi: li faceva con le patate rosse, quelle del primo che passa al mercato, e poi non capiva perché l'impasto era un disastro. Ho capito subito il problema. Quando si cucina, come quando si scelgono le carni migliori, tutto parte dalla materia prima giusta.
Quale varietà di patata scegliere
Non tutte le patate sono uguali. Questa è la verità che i cuochi seri sanno bene. Le patate si dividono principalmente in tre categorie: amidacee, a pasta gialla e waxy. Per gli gnocchi, vogliamo le patate amidacee, quelle che hanno più amido e meno umidità naturale. La Patata Bianca, quella classica dalla buccia chiara e dalla polpa farinosa, è la scelta migliore. La Majestic, la Agata in alcuni casi, sono varietà affidabili. Se andate al mercato o dal vostro fruttivendolo di fiducia, cercate patate con la pelle chiara, preferibilmente quelle che vengono indicate come "patate da purea" o "patate farinose".
Evitate categoricamente le patate rosse o quelle piccole e rotonde che vedete confezionate. Quelle hanno molta più umidità, meno amido, e il vostro impasto diventerà una poltiglia. L'ho visto accadere troppe volte con clienti che poi si chiedevano come io facessi gnocchi leggeri e loro li ottenessero pesanti e gommosi.
Come riconoscere una patata di qualità al momento dell'acquisto
Toccate la patata prima di metterla nel sacchetto. Deve essere soda, compatta, senza parti molli. Se cede alla pressione del dito, scartate il tubero. La buccia deve essere integra, senza buchi o ammaccature: non solo per questioni di conservazione, ma perché zone danneggiate hanno già iniziato a perdere umidità in modo disomogeneo, compromettendo l'equilibrio interno.
Il colore della buccia deve essere uniforme. Se notate macchie scure, verdognole o parti staccate, il tubero è invecchiato più del dovuto. Le patate migliori sono quelle della stagione: da settembre a marzo in Italia trovate le migliori. Se cercate patate a giugno, vi conviene aspettare il prossimo raccolto piuttosto che arrangiarvi con riserve stantie.
Un trucco che ho imparato negli anni è odorare leggermente la patata, giusto sfiorandola con il naso. Una buona patata ha un odore fresco, di terra, pulito. Se sente di muffa o di odore strano, è compromessa. Sembra banale, ma il naso non mente mai.
Il ruolo dell'amido e come ridurre l'umidità in cottura
L'amido è il vostro alleato principale. Una patata ricca di amido crea una matrice farinosa che assorbe meno acqua durante la cottura. Ma anche se scegliete bene la varietà, la cottura stessa conta moltissimo. Questo è [[Scienza dell'alimentazione|il punto dove la fisica della cucina entra in gioco]], anche se sembra semplice.
Bollire le patate intere, con la buccia, è il metodo migliore. Non le pelate prima. Mettete le patate intere in acqua fredda, portate a ebollizione, e calcolate circa 20-25 minuti dal bollore. Devono essere cotte, ma non disfatte. Se le spezzate con una forchetta e la polpa si sgretola facilmente, siamo nel range giusto.
Subito dopo la cottura, fate raffreddare leggermente le patate. Quando potete toccarle (ma sono ancora calde), pelatele. Sì, con le mani. La buccia esce facilmente se la patata è al punto giusto. Questa è la fase critica: se aspettate che si raffreddino completamente, riassorbiranno umidità dall'aria. Se le pelate ancora bollenti, rischiate di scottarvi, ma ne vale la pena.
L'errore più comune che vedo fare
Passare le patate subito con lo schiaccia-patate o il passaverdure ancora calde, quando sono ancora molto umide. Dopo la pelatura, lasciate le patate su un piatto per cinque, massimo dieci minuti. Dovranno asciugarsi leggermente, permettendo al vapore di fuoriuscire naturalmente. Poi passate. Se sentite che l'impasto esce appiccicaticcio, significa che la patata aveva troppa umidità. Non abbiate paura di aggiungere farina, ma l'ideale è iniziare da una base solida.
Una volta che il vostro passato di patate è pronto, aggiungete il sale (io metto sempre un pizzico di noce moscata, usanza toscana), l'uovo, e solo allora iniziate ad incorporare la farina. Cominciate con 150 grammi di farina per mezzo chilo di patate: se l'impasto tiene forma e non appiccica alle mani, siete nel giusto. Se è ancora umido, aggiungete 20-30 grammi alla volta.
Ho imparato che la pazienza nel scegliere gli ingredienti e nel seguire ogni step è esattamente quello che facevo quando sceglievamo i tagli migliori al banco della macelleria: attenzione ai dettagli, scelta consapevole, nessun compromesso. Gli gnocchi perfetti partono da qui.
